Venezia Archeologica – Un nuovo viaggio tra le rotte della Serenissima
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Ci sono storie che non si esauriscono nei libri, ma continuano a vivere nei luoghi, nelle pietre, nelle lingue e nelle memorie di chi le attraversa.
Da oggi, nella sezione “Venezia Archeologica” di Serenissima Venezia, iniziamo un nuovo percorso editoriale dedicato alla Creta veneziana, uno dei capitoli più affascinanti e complessi dello Stato da Màr. Non si tratterà di una semplice serie di articoli, ma di un vero e proprio racconto in itinere: un’indagine viva, stratificata, che seguiremo passo dopo passo.
A guidarci in questo viaggio sarà il lavoro di Tiziana Cossignani, filologa e studiosa impegnata da anni in ricerche storico-antropologiche sull’epoca della dominazione veneziana a Creta (Ενετοκρατία), in particolare sull’antica Candia e sul sistema degli arsenali, cuore pulsante della potenza marittima della Serenissima.
Il progetto, sviluppato insieme al videoartista e antropologo Francesco De Melis, si muove su più livelli: ricerca sul campo, studio delle fonti, raccolta di testimonianze, fino alla realizzazione di un documentario attualmente in fase di montaggio, che sarà affiancato – nelle prossime fasi – da installazioni audiovisive, esposizioni e possibili collaborazioni con istituzioni locali cretesi.
Quello che racconteremo non sarà solo il passato. Sarà anche il tentativo di ricostruire un patrimonio di saperi – materiali e immateriali – legati alla marineria veneziana: dalle architetture degli arsenali alle competenze degli arsenalotti, fino alle tracce linguistiche e culturali ancora oggi visibili tra Venezia e Creta.
Questo percorso editoriale si svilupperà in più forme: articoli, podcast e contenuti video, con l’obiettivo di offrire una narrazione completa, accessibile ma rigorosa, capace di restituire la complessità di un’eredità storica che ancora ci riguarda.
Seguiremo questo progetto come si segue una rotta: con attenzione, curiosità e rispetto per le fonti, consapevoli che ogni tappa potrà aprire nuove domande.
Benvenuti a bordo.
— Antonio Vaianella
Ora lasciamo la parola a Tiziana.
Creta veneziana: alle origini di un viaggio
Probabilmente, è stato “amore a prima vista”, ma qualcosa a Creta mi ha attirato in particolar modo già da quella prima volta nel 2009. Poi, vari ritorni, per tante ragioni: l’ultima avventura, ancora “in corso d’opera”, all’incirca tre anni fa. Tutto è iniziato con il desiderio di condurre ricerche di natura filologica e storico-antropologica sull’epoca veneziana (Ενετοκρατία) nell’antica Candia, la più lunga dominazione dello “Stato da Màr” della Serenissima (1212-1669), indagini che mi hanno condotta ad uno studio più approfondito sugli Arsenali veneziani (Τα Νεώρια), presenti a La Canea (Χανιά), la seconda città cretese per importanza, dopo la capitale Heraklion (Ηράκλειο).
I segni dell’influenza veneziana a Creta e in altre colonie della Serenissima, sono evidenti nell’architettura e nella lingua, ma anche nella trasmissione di conoscenze nautiche e di altra natura, quale patrimonio culturale, materiale e immateriale, legato a Venezia. In collaborazione con Francesco De Melis, videoartista antropologo, abbiamo proposto al CAM (Centro di Architettura Mediterranea) presso il Grande Arsenale (Μεγάλο Αρσενάλι) di Chania e al responsabile del Chania Film Festival, la realizzazione e la presentazione di un film documentario —attualmente in fase di montaggio— sull’antico Ducato di Candia, con particolare attenzione al mondo della marineria.
In questo quadro, nella fase finale del progetto, potrebbe anche essere allestita in loco un’interessante e originale mostra sugli “Arsenalotti” (le maestranze della carpenteria navale veneziana, depositarie della trasmissione del sapere nautico), ideata e già realizzata a Venezia dall’associazione Kokonton e dal CSA: dal 1960 al 2015 i momenti più importanti dell’attività cantieristica fotografati dagli stessi lavoratori degli Arsenali, a testimonianza di un enorme patrimonio di tecniche e conoscenze relative alla costruzione e manutenzione delle navi.
Nel gettare un nuovo ponte tra Venezia e Creta, sarebbe tanto opportuno quanto affascinante confrontarsi con gli stessi Arsenalotti per raccogliere ulteriori informazioni sui saperi dell’attività marittima e del loro mondo, purtroppo, ormai perduto, come per altre Civiltà Marinare, ma senz’altro ricordato nella memoria storica e nella testimonianza orale dei rappresentanti dell’identità di tutti i mari, soprattutto, del nostro Adriatico.
Sarebbe anche fecondo dar corso, in contemporanea, ad un’esposizione delle immagini di repertorio dei maestri d’ascia autoctoni (μαραγκοί, dal veneto “marangon”, per l’appunto, carpentiere navale): gli ultimi, ancora attivi fino alla prima decade di questo secolo, lavorarono alla ricostruzione puntuale e documentata di un modello di vascello minoico, che fa tuttora bella mostra di sé presso il Museo della Cantieristica Navale Antica, nato anch’esso in seno ad un ex arsenale (Arsenale Moro) nel porto veneziano di Chania.
Uno dei punti affrontati, nel corso dei colloqui con l’assessore alla Cultura, è stato verificare le condizioni per concepire e realizzare un’installazione audiovisiva sulla tematica del film documentario negli affascinanti spazi del porto antico: dal Grande Arsenale alla chiesa veneziana di San Rocco. Nella prospettiva del restauro del gruppo di sette arsenali congiunti, al fine di renderli spazi espositivi (alla fine del XV secolo ne esistevano ventitré: oggi, in totale ne sono conservati nove), si è anche discussa la possibilità di mostrare l’opera visiva e sonora in forma di esposizione permanente. Stiamo in tal senso sondando la possibilità di una coproduzione con le istituzioni cretesi e con gli enti locali e nazionali.
Sono a Creta da più due anni e mezzo e, in questa nuova prospettiva creativa e produttiva, ancora mi domando cosa mi abbia davvero spinta a tuffarmi in tutto questo: spesso abbraccio l’idea romantica del richiamo dei miei lontani antenati veneziani…chissà che non si tratti di sincronicità junghiana, ma al di là di ogni interpretazione, il fascino magico e indiscusso di quest’isola continua a rappresentare per me un ideale ritorno alle origini.
—Tiziana Cossignani
L’autrice.
Tiziana Cossignani è un’insegnante di lingue, traduttrice e filologa, originaria delle Marche: dopo gli studi universitari di Lingue e Letterature Straniere Moderne a Bologna, ha vissuto per diversi anni in vari paesi all’estero, tra cui la bellissima Creta.
Ha una lunga esperienza di viaggi fuori dall’Italia, sin da piccola, e la curiosità nonché la passione per la storia, la cultura e la lingua di altri popoli l’hanno sempre accompagnata sin da allora.
Nell’ultimo decennio, è stata coinvolta in vari progetti, come traduttrice e curatrice di testi di natura antropologica per mostre e musei, nonché interprete performativa, tra recitazione e canto, in sperimentazioni di realtà virtuale.
Questo percorso prosegue nel prossimo episodio, dove approfondiremo nuovi aspetti della presenza veneziana a Creta.
Tra Venezia e Creta, la rotta continua.
Continuate a seguirci.
© Tiziana Cossignani – Tutti i diritti riservati (testo e fotografie)






