COMPAGNIA DELLA VELA DI VENEZIA: a vele spiegate verso il futuro

Oltre un secolo di storia, la formazione dei giovani, l’agonismo e un legame indissolubile con la laguna: conversazione con il presidente Giuseppe Duca.

Venezia possiede una fisionomia diversa a seconda del punto dal quale la si osserva. Dalla terraferma appare come una città da raggiungere; dalle calli e dai campi come un intreccio di pietra, acqua e memoria; dal mare, invece, rivela pienamente la propria natura.
Le cupole, i campanili e le facciate non costituiscono soltanto un profilo urbano, ma il fronte di una città nata e cresciuta sull’acqua. È da questa prospettiva che prende avvio il nostro incontro con la Compagnia della Vela di Venezia, protagonista di questa puntata di Tra mare e laguna.
A raccontarcela è l’avvocato Giuseppe Duca, presidente della Compagnia della Vela per il quadriennio 2025–2029. Con lui attraversiamo oltre un secolo di storia, arrivando fino alle attività di oggi e alle prospettive future di una realtà profondamente legata alla città.

Una storia iniziata nel 1911

La Compagnia nacque il 21 marzo 1911 con il nome di Yacht Club Veneziano. Trentacinque appassionati si riunirono con l’intento di promuovere lo sport della vela e avvicinare soprattutto i giovani alla navigazione.
A Venezia quell’iniziativa assumeva inevitabilmente un significato particolare. La pratica velica si inseriva nella lunga consuetudine di una comunità che aveva costruito sul mare la propria potenza, i commerci e una parte essenziale della propria identità.
Nel 1919 arrivò il nome attuale. Secondo la tradizione conservata dal Club, fu Gabriele D’Annunzio a suggerire la denominazione “Compagnia della Vela” in un messaggio indirizzato a Giovanni Giuriati. Allo scrittore viene ricondotto anche il motto Custodi, Domine, vigilantes, le cui iniziali riprendono quelle della Compagnia.

Tra San Marco e San Giorgio

La storia del circolo si sviluppa fra due luoghi che rappresentano altrettanti volti di Venezia.
Dal 1939 la sede storica occupa la palazzina neoclassica dei Giardinetti Reali, accanto a piazza San Marco e affacciata sul Bacino. Di fronte, sull’isola di San Giorgio Maggiore, si trova invece la sede nautica, cuore operativo delle attività legate alla navigazione, alla scuola vela e alla vita sportiva.
Sono due luoghi separati da un breve tratto d’acqua e uniti dalla stessa vocazione: da una parte la rappresentanza e la memoria del Club, dall’altra le barche, gli equipaggi e l’attività quotidiana.

La vela e i giovani

La formazione occupa ancora oggi un posto centrale nell’identità della Compagnia. Avvicinare bambini e ragazzi al mare significa insegnare una disciplina sportiva, ma anche metterli a confronto con un ambiente che richiede attenzione, autonomia e capacità di collaborare.
Il vento cambia, la corrente modifica la rotta, l’acqua obbliga a osservare e decidere. Per questo la vela diventa anche una scuola di responsabilità, nella quale il risultato individuale è continuamente legato al comportamento dell’equipaggio e al rispetto degli altri.
È inoltre un modo per mantenere vivo il rapporto delle nuove generazioni con la laguna: non semplicemente uno scenario da contemplare, ma un ambiente da conoscere e frequentare.

Dal Moro di Venezia alle regate di oggi

Nella lunga storia sportiva della Compagnia occupa un posto particolare l’avventura del Moro di Venezia, l’imbarcazione voluta da Raul Gardini che gareggiò sotto il guidone del circolo veneziano.
Nel 1992 il Moro vinse la Louis Vuitton Cup e conquistò il diritto di sfidare America³ nell’America’s Cup di San Diego. Fu una stagione capace di portare la grande vela nelle case degli italiani e di associare nuovamente il nome di Venezia a una delle più prestigiose competizioni nautiche internazionali.
Quella tradizione agonistica continua nelle attività e nelle regate che vedono impegnata la Compagnia. Fra gli appuntamenti più riconoscibili c’è la Veleziana, con il suo spettacolare arrivo nel Bacino di San Marco: vele e imbarcazioni entrano nel cuore monumentale della città seguendo quella che per secoli è stata la sua porta naturale.

Una Compagnia che guarda avanti

Una storia ultracentenaria acquista significato soprattutto quando riesce a dialogare con il presente. Accanto alle competizioni, alla scuola vela e alla formazione agonistica, la Compagnia porta avanti attività e iniziative che mostrano come il mare possa essere anche uno spazio di partecipazione e inclusione.
È un aspetto importante perché contribuisce a superare l’immagine della vela come ambiente necessariamente esclusivo. Portare nuove persone sull’acqua, formare giovani velisti e rendere possibile la pratica sportiva a esperienze e capacità differenti significa allargare la comunità che vive il mare.
Al tempo stesso, navigare nella laguna comporta una conoscenza diretta della sua fragilità. Fondali, maree, canali, venti e correnti ricordano continuamente che Venezia appartiene a un ecosistema complesso e che la cultura nautica può diventare anche una concreta forma di educazione ambientale.

Venezia dalla parte dell’acqua

È questo, forse, il filo che lega passato e futuro della Compagnia della Vela.
Dal 1911 sono cambiate le barche, i materiali, le tecnologie e il modo stesso di praticare lo sport. È rimasta però la necessità di conoscere il vento e l’acqua, di formare nuovi equipaggi e di trasmettere un patrimonio che non può sopravvivere soltanto attraverso il ricordo.
Nella conversazione con Giuseppe Duca, la Compagnia emerge così come qualcosa di più di un prestigioso circolo sportivo: un punto d’incontro fra memoria marinara e vita contemporanea, agonismo e formazione, tradizione e futuro.
È anche uno dei luoghi nei quali Venezia continua a guardare se stessa dalla parte dell’acqua.

Nel podcast che accompagna questo articolo, Giuseppe Duca ci conduce dentro questa storia e nel presente della Compagnia della Vela, raccontandone attività, esperienze, persone e prospettive. Una conversazione che parte dalle vele nel Bacino di San Marco per affrontare una questione molto più ampia: come mantenere vivo, oggi, il legame fra Venezia e il suo mare.

La nostra intervista

Buon ascolto

Informazioni e contatti

www.compagniadellavela.org

Antonio Vaianella

 

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