Intervista ad Andrea Lunardon, ideatore di una rete professionale dedicata ai servizi linguistici in veneto
Una lingua rimane viva quando viene parlata, trasmessa e insegnata. Ma soprattutto quando continua a essere utilizzata per raccontare il presente: nei libri e nelle attività culturali, nella comunicazione pubblica, nel turismo, nel commercio, nei rapporti internazionali e nelle nuove tecnologie.
È da questa consapevolezza che nasce Venetrad, una rete di traduttori e interpreti specializzati nei servizi linguistici in lingua veneta, identificata a livello internazionale dal codice ISO 639-3 “vec”.
Il progetto prende forma nel 2012 dall’iniziativa di alcuni studenti della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Padova. Due anni più tardi, nel 2014, Venetrad diventa il dipartimento di traduzione dell’Istituto Lingua Veneta, consolidando un’attività nella quale competenza professionale, ricerca linguistica e valorizzazione culturale procedono insieme.
A ideare e sviluppare il progetto è stato Andrea Lunardon, protagonista dell’intervista che vi proponiamo in questo podcast.
Venetrad non è semplicemente un servizio di traduzione, ma una rete composta da professionisti con esperienze, interessi e ambiti di specializzazione differenti. Ogni richiesta viene affidata al traduttore più adatto in base all’argomento, alla tipologia del testo e al settore di provenienza del cliente. Questa organizzazione permette di offrire traduzioni accurate, coerenti con il contesto e curate da professionisti che lavorano verso la propria lingua madre.
Le lingue attualmente disponibili comprendono arabo, catalano, francese, inglese, italiano, rumeno, russo, spagnolo, tedesco e veneto. Per quest’ultimo, Venetrad può operare sia attraverso una grafia veneta standardizzata, sia rispettando le diverse grafie e varietà locali.
La scelta di tradurre in veneto nasce da un principio fondamentale: una lingua non appartiene soltanto al passato e non può essere confinata in una dimensione esclusivamente domestica o folkloristica. Se possiede parole, strutture e strumenti per descrivere il mondo, deve poter trovare spazio anche nella società contemporanea, confrontandosi con i linguaggi della cultura, delle professioni, dell’economia e della comunicazione internazionale.
Il veneto è una lingua dotata di un proprio codice ISO e di una tradizione letteraria e documentaria secolare. Nel 2007 la Regione del Veneto ha inoltre approvato una legge dedicata alla tutela, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto. Rimane tuttavia aperto il dibattito sulle forme concrete della sua salvaguardia, sul suo insegnamento e sul ruolo che potrà occupare nella vita pubblica.
È proprio nello spazio che separa la memoria dal futuro che si inserisce il lavoro di Venetrad. L’obiettivo non è soltanto conservare una lingua, ma consentirle di viaggiare, tradurre ed essere tradotta; darle la possibilità di misurarsi con il presente e di diventare uno strumento professionale capace di rispondere alle esigenze di cittadini, istituzioni, associazioni e imprese.
Per Andrea Lunardon, Venetrad rappresenta la realizzazione di un sogno, ma anche l’espressione di un preciso impegno culturale ed etico: contribuire a restituire alla lingua veneta la dignità accademica e professionale che merita, portandola oltre gli ambiti familiari e locali.
Alla base del progetto vi è una convinzione semplice e, al tempo stesso, impegnativa: coloro che vivono in terra veneta possono contribuire alla valorizzazione di questo patrimonio, mantenendone viva la fiamma attraverso un uso consapevole della lingua ogni volta che il contesto lo permette.
Venetrad nasce quindi dalla volontà di custodire un’eredità linguistica secolare senza trasformarla in una reliquia. Tutelare una lingua, infatti, non significa soltanto conservarne la memoria, ma offrirle nuove occasioni per essere parlata, scritta, studiata e utilizzata.
È un percorso nel quale la salvaguardia dell’identità linguistica incontra la professionalità della traduzione e le esigenze dell’internazionalizzazione d’impresa. Il veneto cessa così di essere percepito esclusivamente come lingua familiare o testimonianza della tradizione e torna a essere ciò che ogni lingua viva dovrebbe essere: uno strumento per comunicare, creare relazioni e interpretare il presente.
La rete Venetrad è in continua espansione ed è aperta alla collaborazione con nuovi professionisti del settore linguistico.
Per conoscere meglio il progetto:
Sito: www.venetrad.net
Contatti: venetrad@gmail.com
Ora lasciamo la parola ad Andrea Lunardon, per conoscere la storia di Venetrad, comprendere le sfide affrontate da chi traduce in veneto e riflettere sul futuro che questa lingua potrà avere nella società contemporanea.
Buon ascolto
“Il veneto non è una lingua del passato, ma uno strumento vivo per il futuro.”
