Meravigliosa invenzione, il venezianissimo Select, una delle bevande alcoliche più legate alla tradizione veneziana, sta vivendo da qualche tempo un ritorno di popolarità dopo qualche anno passato in soffitta.
Le 30 erbe aromatiche che lo compongono vengono sapientemente miscelate per la prima volta nel 1920 a Venezia dai bolognesi fratelli Pilla, e per un curioso gioco del destino il Select ritorna in laguna dopo cent’anni grazie al Gruppo Montenegro, questa volta della famiglia Seragnoli, sempre di Bologna.
Più potente della Serenissima stessa, lo Spritz in pochi anni ha conquistato tutto il mondo conosciuto, principalmente però in versione Aperol, mentre antica tradizione lo vorrebbe legato di più al Select, oggi un po’ bistrattato, forse a causa di una scarsa pubblicità all’estero.
È qui che scende in campo Cà Select, il nuovo locale di oltre 700 metri quadrati nato nel 2023 per dare maggior visibilità e riportare il famoso liquore alla sua città d’origine, in uno spazio esperienziale dedicato a cultura ed eventi, sempre ovviamente accompagnati dalla somministrazione della “divina bevanda” come la chiamava Gabriele D’Annunzio, il suggeritore del nome Select.
Da notare che quando parliamo di Spritz non vogliamo celiare sulle abitudini alcoliche di qualche buontempone veneziano, ma bensì di un business che l’anno scorso col solo Aperol ha fatturato ben 703 milioni di euro, portando il gruppo Campari a vette stellari, e ponendo il suo proprietario Luca Garavoglia al 24° posto nella classifica dei nuovi miliardari italiani, mentre la famiglia Seragnoli si ferma al 33°.
Il progetto di realizzazione di Cà Select è stato affidato allo studio Marcante Testa di Torino all’insegna della modernità, del design d’autore, e della più iconica tradizione veneziana. Il pavimento in seminato veneziano arricchito da vetro e marmi, i mosaici della storica fornace Orsoni, i cesendelli di Fortuny e il banco in vetrofusione colloquiano col grande schermo a led che diffonde le immagini del famoso Bal Oriental di palazzo Labia del 1951, quando Dalì e Dior si disegnavano i costumi a vicenda e Cecil Beaton era il fotografo ufficiale di quello che è ancora ricordato come il party più esclusivo del XX secolo.
Diciamo quindi che l’impronta del locale è chiara e forte, aperto attualmente solo per degli eventi esclusivi legati alla moda e all’arte, dovrebbe diventare disponibile nel prossimo futuro al pubblico con grande felicità dei veneziani stessi che sono stati i primi a gradirne il ritorno, forse anche a causa di un inconscio campanilismo latente nei confronti dell’Aperol, che dopo la chiusura della storica fabbrica di Padova nel 1991 è diventato definitivamente piemontese.
È quindi competizione aperta per chi conquisterà il posto di aperitivo del cuore nella sua Venezia, la patria natìa dello Spritz, dove tutto è cominciato. Il piatto è ricco e probabilmente conquistare il cuore dei veneziani è un buon primo passo per diffondere il messaggio all’estero.
Andrea Peggioroni

