Venezia vista dall’alto.
Introduzione
Venezia! Esiste una città più ammirata, più celebrata, più cantata dai poeti, più desiderata dagli innamorati, più visitata e più illustre? Venezia! Esiste un nome nelle lingue umane che abbia fatto sognare più di questo? (Guy de Maupassant).
Venezia, la Serenissima, affonda le sue origini nel 421 d.C., nascendo il 25 marzo in concomitanza con la festività dell’Annunciazione. Secondo la tradizione, furono tre consoli padovani a gettare le basi per la nascita della città, un evento simbolico che segnò l’inizio della civiltà più geniale della storia. Da un’insidiosa laguna, un popolo di ingegneri, mercanti e artisti diede vita a un’opera senza eguali, trasformando un ambiente ostile in un centro di potere, cultura e bellezza inestimabile. Ruskin la definì “Il Paradiso delle città”. “Non vi è nulla che mi abbia colpito in vita mia come Venezia. È la meraviglia del mondo. La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là delle fantasie del più audace sognatore. Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime.” diceva Charles Dickens.
La nascita di Venezia: la più alta testimonianza del genio creativo umano
Nel 452 d.C., l’Impero Romano d’Occidente si trovava sull’orlo del collasso. Gli Unni, guidati da Attila, devastavano il Nord Italia, distruggendo intere città del Veneto e costringendo la popolazione a cercare rifugio altrove. Fu così che molti abitanti si diressero verso la laguna costiera, trovando riparo su una serie di piccole isole. Questa scelta, dettata dalla disperazione, si rivelò provvidenziale: al riparo dagli invasori, i profughi iniziarono a edificare una nuova comunità, ignari del fatto che stavano ponendo le basi per la più grande meraviglia dell’umanità, composta su 124 isole, 178 canali e 438 ponti: un luogo unico nel pianeta dove natura, arte e architettura si fondono in una cosa sola. Per questo motivo viene considerata universalmente come la città più bella del mondo, frutto del più alto genio creativo umano che ha dato come risultato una “natura dipinta”. Ecco, potremmo definire Venezia come una natura dipinta, una natura artistica tanto cara ai Veneziani, ma che in realtà per la sua unicità appartiene a tutto il mondo: Venezia è di tutti, è la capitale del mondo, com’è testimoniato da sempre nei secoli. Basti pensare che nel Rinascimento era la città più ricca e cosmopolita del pianeta, la dominatrice dei mari che accoglieva il mercato dei commercianti da tutte le parti del globo. Contro ogni previsione, questa civiltà nascente non solo sopravvisse, ma prosperò, dando vita alla più straordinaria opera di ingegneria mai realizzata: Venezia. La città è la massima espressione del genio creativo umano, l’unico esempio in cui l’uomo non solo ha domato la natura, ma l’ha resa più affascinante, arricchendola di architettura, arte e ingegno. Né Greci, né Romani, né Egizi riuscirono a creare qualcosa di simile, sfidando le leggi indomabili della natura. Nonostante la mancanza di strade, acqua dolce o terre coltivabili, i Veneziani trasformarono una palude fangosa nella capitale della Repubblica più longeva della storia, la Regina dell’Adriatico. Venezia si sviluppò come un intricato intreccio di canali e ponti, connessi tra centinaia di isole che la rendono un nodo vitale per il commercio internazionale. Al di sotto di questa città straordinaria si cela un sistema ingegneristico senza precedenti, che ha garantito la sua stabilità per oltre mille anni. Quando i primi rifugiati giunsero nelle isole, si trovarono di fronte a un terreno instabile, composto da un’argilla così morbida da non riuscire nemmeno a sostenere il peso di una persona, figurarsi di un’intera città.
Per risolvere questo problema, i Veneziani raccolsero grandi pali di legno dalle foreste delle Dolomiti e li piantarono nel terreno fino a una profondità di cinque metri, in maniera tale da raggiungere uno stato di totale compostezza d’argilla. I pali tra loro sono molto compatti e questo favorì ulteriormente la compattezza del suolo, espellendo l’acqua e creando una base solida. Su queste fondamenta, furono posate travi di legno e successivamente blocchi di pietra d’Istria, che elevarono la città al di sopra delle acque. Grazie all’assenza di ossigeno, i pali non si decomposero, e ancora oggi, dopo oltre sedici secoli, sostengono Venezia. I primi edifici furono costruiti in legno, ma dopo numerosi incendi, i Veneziani adottarono il mattone. Le abitazioni non potevano superare i tre piani di altezza per mantenere il peso contenuto. Per resistere al movimento del suolo, utilizzarono la malta di calce, più flessibile rispetto al cemento, e rinforzarono le strutture con barre di ferro. Le isole, inizialmente separate, si espansero gradualmente l’una nell’altra, creando un tessuto urbano unico al mondo. Per oltre 500 anni, Venezia non ebbe ponti fissi: il trasporto avveniva esclusivamente tramite barche. Tuttavia, con l’aumento della popolazione e del commercio, si rese necessaria una connessione più stabile tra le due sezioni principali della città. Il Doge Orio Mastropiero bandì un concorso per la progettazione del miglior ponte. Il primo tentativo fu un ponte di barche, sostituito poi da una struttura in legno, che però crollò a causa di un incendio. Alla fine, venne costruito un ponte in pietra, sorretto da dodicimila pali di legno e diecimila tonnellate di pietra. Questo ponte, noto come il Ponte di Rialto, è tuttora uno dei simboli più iconici di Venezia. Con il tempo, i Veneziani costruirono ponti in pietra ovunque, trasformando la città in una rete compatta di canali navigabili. Questo sistema ingegneristico conferì alla città un vantaggio straordinario: mentre nelle altre città il traffico era caotico e congestionato, qui il commercio e la vita quotidiana scorrevano senza ostacoli, grazie alla separazione tra percorsi pedonali e vie d’acqua. Nel XVI secolo, questa combinazione di ingegno navale e infrastrutture efficienti rese Venezia la città più potente e ricca del mondo: ogni transazione commerciale passava tra i canali della laguna, accrescendo ulteriormente la ricchezza della Serenissima.
Il capolavoro ingegneristico della rete di fognature
Nel XVI secolo, i Veneziani progettarono un innovativo sistema di smaltimento dei rifiuti. Una rete di tunnel sotterranei raccoglieva gli scarti di ogni edificio e li convogliava nei canali. Durante la bassa marea, i rifiuti solidi si depositavano sul fondo, mentre i liquidi defluivano nei corsi d’acqua. Con l’alta marea, l’acqua invadeva i tunnel, spingendo via i rifiuti solidi e rinnovando costantemente la città con acqua pulita proveniente dal mare. Grazie alla salinità dell’acqua, il sistema fungeva anche da disinfettante naturale, mantenendo le strade pulite e sicure. Questa ingegneria straordinaria, ancora funzionante, dimostra l’incredibile visione e abilità dei Veneziani, che hanno reso la loro città unica al mondo.
La gestione dell’acqua: un’opera ingegneristica senza eguali
Nonostante Venezia fosse circondata dall’acqua, quella della laguna era troppo salata e imbevibile. Per risolvere il problema, i Veneziani scavarono ampie cisterne sotto la città e le rivestirono con argilla per renderle impermeabili. Riempirono poi lo spazio con strati di sabbia e pietre, mentre la superficie venne rifinita con piastrelle che incanalavano l’acqua piovana verso i pozzi. I tetti delle case furono dotati di grondaie per convogliare l’acqua nei canali di raccolta. Questo sistema garantì un approvvigionamento idrico sicuro, alimentando oltre 600 pozzi in tutta la città e dimostrando ancora una volta l’ingegno ineguagliabile della civiltà Veneziana.
Capitale delle arti e dell’architettura e sede di un contesto paesaggistico unico al mondo
La grandezza di Venezia è marcata anche dalle più illustri personalità intellettuali e dai più grandi artisti della storia che vi sono nati: Tintoretto, Carpaccio, Canaletto, Tiepolo, Bellini, Marco Polo, Casanova, Pietro Bembo, Goldoni, Hayez, Vivaldi, Carlo Scarpa… da ricordare vi è anche la serie spropositata di geni che l’hanno scelta come patria e hanno deciso di viverci e lavorarci: Tiziano, Veronese, Palladio, Pietro Aretino, Sanmicheli, Sansovino, Monteverdi e tanti altri, riuscendo ad accogliere ed ospitare, nei secoli, le più grandi menti della storia, da Stendhal a Leonardo, da Goethe a Ruskin fino agli illustri letterati e non del Grand Tour. Venezia, per la sua bellezza unica ed ineguagliabile, fu infatti la tappa privilegiata, preferita e d’obbligo per il cosiddetto Grand Tour settecentesco, dove amanti della cultura, letterati, artisti ed altri personaggi importanti, arrivavano da tutte le parti del mondo per ammirarla e per contemplare le sue opere d’arte. Il loro intento era quello di portare un ricordo materiale nella strada di ritorno: un souvenir che nella maggior parte dei casi era un dipinto del Canaletto, autore delle celebri vedute Veneziane. Piazza San Marco, considerata la piazza più bella del mondo, è un vero museo a cielo aperto, contenente capolavori come la Basilica di San Marco ed il suo campanile, il Palazzo Ducale, sede del Doge, le procuratie, il Palazzo della Zecca e la libreria sansoviniana. Non è difficile capire perché perfino il terribile Napoleone la definì come il salotto d’Europa. Venezia è celebre anche per il suo sentitissimo carnevale e per le sue maschere: oltre ad essere considerato tra i più antichi al mondo è anche riconosciuto per essere il più bello ed elegante, avvolto da un turbinio di colori che ricorda quello dei suoi pittori. Venezia è l’insieme armonioso del mare, della storia, dell’arte, della cultura e della natura: quest’ultima dovuta, non solo alla sua spettacolare laguna, bensì anche per lo straordinario spettacolo del fenomeno dello Stravedamento, in cui è possibile ammirare le vette delle Dolomiti sullo sfondo della città. Quando si presenta questo fenomeno, mare e montagna lottano e competono su chi sia il più bello agli occhi di Venezia, dei Veneziani e dei turisti di tutto il mondo.
Nella storia della pittura, i Veneziani si sono dimostrati insuperabili sia per le dimensioni, dunque la quantità, sia per la gestione della stesura pittorica, ovvero la qualità di un quadro. Difatti, l’arte veneziana ha regalato al mondo opere di straordinaria e ineguagliabile bellezza, e tra le tecniche più affascinanti spicca il telero, una modalità pittorica che ha segnato la grandezza artistica della Serenissima. Il termine deriva dalla parola veneta teler, che significa telaio. Questa tecnica permetteva un degrado minore rispetto all’affresco, nelle particolari condizioni di alta umidità, tipiche della città lagunare. A differenza dell’affresco, il telero permette una maggiore libertà espressiva e una luminosità ineguagliabile, rendendolo superiore nella resa dei dettagli e nell’effetto scenografico. Inoltre, rispetto all’affresco il telero ha un grado di conservazione assolutamente maggiore, dimostrando, ancora una volta, che come pura arte, la Scuola Veneta e Veneziana, sia la scuola pittorica più grande e influente di tutta l’arte universale: anche qui, non è difficile capire perché nel corso dei secoli fu quella più apprezzata e contesa dai committenti e imitata dai grandi maestri della pittura di tutta Europa. Questi enormi dipinti, sui quali i pittori Veneziani partorivano chilometri e chilometri di pura e insuperabile magia artistica, vennero alla luce a partire dal XIV secolo. Il successo internazionale della pittura veneziana si ebbe con Tiziano, il più grande pittore di tutti i tempi. Egli divenne il primo pittore della storia ad acquisire una dimensione europea conquistando i più potenti signori del XVI secolo. Fu anche incoronato Conte Palatino dall’imperatore Carlo V, onore mai concesso a un pittore. Artefice di una rivoluzione pittorica ricca di versatilità che sfocia nella ritrattistica tanto quanto nei temi mitologici, profani e sacri, Tiziano rivoluzionò tutta l’arte successiva al Rinascimento, divenendo il riferimento principale per tutte le generazioni di pittori a lui successive fino ad oggi. Partendo dal tonalismo giovanile, tecnica sperimentata per prima da Giovanni Bellini e Giorgione, Tiziano arrivò al classicismo cromatico maturo fino allo stile ultimo e informale della vecchiaia, in cui anticipa di molti secoli l’impressionismo e l’espressionismo astratto. Si tratta, per cui, del pittore più influente della storia, che con Tintoretto e Veronese comporrà il Trio dei più grandi pittori del Cinquecento. Il Settecento Veneziano consolidò la laguna come capitale dell’arte grazie a pittori come Tiepolo, considerato il maggiore artista del Rococò e Canaletto, considerato il più grande esponente del Vedutismo. Proprio il Vedutismo catapultò Venezia come la città più amata e più dipinta dai pittori di tutto il mondo che si accingevano a ritrarla per la sua bellezza ineguagliabile.
Anche nel campo della scultura Venezia si distinse come patria di grandi geni, basti pensare a grandi nomi come come Alessandro Vittoria, protagonista di uno stile monumentale, ma anche Antonio Corradini, scultore estremamente virtuoso, noto per le sue figure velate. Tuttavia, il nome che spicca più di tutti è quello di Antonio Canova, già in vita noto come il Nuovo Fidia. Per la sua capacità di eguagliare e superare lo splendore antico dell’arte greca, fino ad allora considerata la più alta testimonianza dell’arte scultorea, Canova è considerato lo scultore più grande di tutti i tempi. Egli fu anche l’eroe che riportò in Italia le opere rubate da Napoleone. In campo architettonico si sono distinti alcuni tra i più grandi architetti di tutti i tempi, come Jacopo Sansovino che era l’architetto ufficiale degli edifici civili e Michele Sanmicheli che era il prediletto per l’edificazione di fortificazioni militari. Andrea Palladio è invece l’architetto più grande e influente di tutti i tempi, autore del trattato dei Quattro libri di architettura che ancora oggi è considerato come la bibbia per tutti gli architetti, e aspiranti, di tutto il mondo. Durante l’epoca del patriziato veneziano, nel XVI secolo, Palladio fu il protagonista assoluto nella costruzione di grandi e armoniose Ville nella terraferma Veneziana, frutto di un rivoluzionario studio sapiente che culmina nella perfezione delle forme. Molte di queste ville sono state riconosciute Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e vennero prese come modello di riferimento principale per la costruzione di celebri edifici e residenze di tutto il mondo, come la celebre Casa Bianca degli Stati Uniti, per citarne una. Difatti, Palladio venne riconosciuto anche come Padre dell’architettura americana. La bellezza unica di Venezia è testimoniata anche dai suoi palazzi: fondata sulla laguna, Venezia non ha mai avuto necessità di creare edifici che avessero la funzione di fortificare per difendersi da attacchi nemici. Per questa ragione, nei secoli, i nobili del patriziato veneziano hanno sempre fatto a gara nel far costruire dagli architetti i palazzi più belli. Il risultato è un mix di stili, da quello bizantino a quello gotico, proseguendo con il Rinascimento, il manierismo, il Barocco e Rococò, fino al Neoclassicismo ed il Liberty: una polifonia di stili che rimarca il concetto di luogo unico al mondo, dove prevale il perfetto mix armonico tra orientale ed occidentale non riscontrabile in altre città. Del resto, come disse Fabrizio Caramagna, Venezia è una città così diversa da quello che viene definito “moderno”, ma anche così diversa da quello che viene definito “antico”. Venezia va ben oltre qualsiasi accezione, oltre ogni dimensione estetica raggiungibile e che sia mai stata raggiunta nella storia del mondo!
In alto la tecnica dei pali di legno che sostengono Venezia e le sue fondamenta, in basso Venezia dall’alto.
Palazzo Ducale con i suoi meravigliosi teleri.
Ponte di Rialto.
Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari con l’Assunta di Tiziano.
Ponte dei Sospiri.
Canal Grande.
Piazza San Marco vista dall’alto.
Isola di San Giorgio.
Panoramica della città.
Piazza San Marco.
Venezia, Punta della dogana con la Basilica della Madonna della Salute.
Dario Romano. Per fonti e approfondimenti: l’articolo è disponibile anche nel Blog di Arte Divulgata
