Napoleone a Venezia di Giuseppe Borsato
di Andrea Peggioroni
Come ai tempi della Serenissima Repubblica, Venezia si appresta ad ospitare il matrimonio di Jeff Bezos, uno dei grandi notabili del globo terracqueo, ma forse i tempi sono cambiati.
Quando parliamo di ospiti illustri in laguna, la memoria ritorna ai mille episodi che hanno riempito le cronache della città. Dallo scandaloso matrimonio di Woody Allen con Soon Yi, a quello di Salma Hayek sposa di Françoise-Henri Pinault, uno sbronzo Bono Vox ospite alle nozze di George Clooney e Amal Alamuddin, ma anche quelli organizzati e mai celebrati come quello della regina del pop Lady Gaga col suo manager Christian Carino, solo per citarne alcuni dei più recenti.
Fra mille matrimoni e feste faraoniche anche quella del magnate indiano Pramod Agarwal del 2011, con 800 invitati e tanto di elefanti al seguito, cosa che certo non ha impensierito una Venezia che già nel 1807 costruiva archi di trionfo in bacino S. Marco per l’arrivo di Napoleone appena incoronato re d’Italia.
Molti fra re, regine e nababbi di vario genere hanno attraversato come comete la storia di Venezia, e sempre immancabilmente accolti dallo stesso atteggiamento, come nella descrizione del quadro di Vittore Carpaccio “L’arrivo degli ambasciatori” che recita:
Sullo sfondo di una città lagunare, si vede il corteo degli ambasciatori che è arrivato, mentre alcuni giovani veneziani, appartenenti alla Compagnia della Calza (incaricata di organizzare feste e spettacoli in occasione del Carnevale o di feste solenni), si atteggiano indifferenti dell’avvenimento…
Appunto, “la consueta attenta indifferenza” dei veneziani come la definisce Arrigo Cipriani, quell’indifferenza tanto cara agli ospiti che scelgono Venezia per la sua bellezza e la tradizionale discrezione dei suoi abitanti.
Curioso quindi come questa volta uno sparuto gruppo di dissidenti abbia inscenato la protesta No space for Bezos con la pretesa di rappresentare una città intera, città che invece si è espressa in larga maggioranza a favore dell’avvenimento.
La sensazione è che il fatto sia salito alla ribalta delle cronache planetarie perchè, a causa della riservatezza che circonda l’evento, i giornalisti, non avendo molto da riportare, si siano accaniti sull’unica notizia di attualità disponibile.
In ogni caso, la lista dei 200 ospiti SuperVip resta ancora riservata anche se molti nomi sono già trapelati. Inutile e vano lo sforzo di nominarli tutti, praticamente basta pensare a tutte le persone più influenti e famose del mondo, Mick Jagger, Leo DiCaprio, Elon Musk, Lady Gaga, Barbra Streisand, Oprah Winfrey, Anna Wintour, Mark Zuckenberg, Bill Gates, Bernard Arnault, Ivanka e Donald Trump Jr., insomma, le riviste patinate che si occupano di gossip sembrano aver fatto riferimento più ad una lista dei desideri che non alla realtà, anche se probabilmente non si sono sbagliati di molto.
Di sicuro resta il fatto che lo schieramento delle forze di sicurezza sarà imponente, una bella grana per il Prefetto di Venezia Darco Pellos che pochi giorni fa dichiarava che l’anno scorso avevamo provveduto alla sicurezza di papa Francesco, e che non era quindi un problema affrontare un matrimonio, ma forse non aveva fatto i conti con la recente crisi internazionale Usa Iran che rischia di rubare il palcoscenico agli sposi.
Manca poco comunque all’arrivo di Jeff Bezos e la futura sposa Lauren Sanchez, e sicuramente questa è la festa che riuscirà a contendersi il primato col Bal Oriental del 1951 a Palazzo Labia, il party più esclusivo del XX secolo. Il Superyacht Koru, la goletta tre alberi di 125 metri del patron di Amazon è attesa per domani in Marittima a Venezia, e sarà solo il primo di una piccola flotta che dovrebbe invadere Venezia per questa tre giorni di festeggiamenti, ed il condizionale è d’obbligo, perché ancor oggi non c’è nulla di sicuro o confermato.
Non sarà comunque Bezos a far entrare Venezia nella storia, ma questa forse è una cosa che Venezia potrebbe fare per gli sposi, e le loro nozze potrebbero rimanere qui scritte negli annali della storia millenaria di questa città.
L’unica nota stonata forse riguarda il rituale. Da che mondo e mondo gli sposi di solito rendono partecipe la gente affacciandosi dai balconi delle case o dei palazzi, Dei o semplici mortali che siano. Con tutto lo schieramento di forze dell’ordine e quello della security privata, i Bezos rischiano di perdersi una parte fondamentale della città… cos’è Venezia senza i Veneziani?
